Comune di Castelbelforte

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Cosa vedere

E-mail Stampa PDF

 
"I Castei" per chi ci abita infatti, si chiamava Due Castelli per via delle torri di guardia sulle due rive del torrente Essere, abbattute nel 1717 e delle quali esiste traccia solo nella testimonianza figurativa di un dipinto del pittore Giovanni Minuti, da Cerlongo di Goito.
Attestazioni archivistiche e la stessa tipologia dei manufatti superstiti collocano cronologicamente lo sviluppo di Castelbelforte, quale centro di notevole importanza militare, nel pieno della dinamica storica che segna il passaggio tra Medioevo e Rinascimento, e più in particolare, in coincidenza con le frequenti guerre in atto fra Mantovani e Veronesi, nel secolo XIV, epoca in cui furono costruiti i fortilizi di Castelbelforte e Castelbonafisso, la cui demolizione totale avvenne alla fine del secolo XVIII.
 

La chiesa parrocchiale di San Biagio, di fattura relativamente recente, fu edificata nel 1862, su progetto dell'architetto Carlo Brilli, cremonese.

alt

Castelbelforte - Chiesa parrocchiale di S. Biagio

Di facciata neoclassica, con statue in nicchia, ospitava la tavoletta raffigurante la "Madonna con la mela" di Giovan Battista Benvenuti detto l'Ortolano (XVI sec.) ora al Museo Diocesano di Mantova.

Madonna con la mela

Dipinto - Madonna della Mela - Giovanni Battista Benvenuti - Castelbelforte - Chiesa parrocchiale di S. Biagio

Interessanti sono i dipinti settecenteschi raffiguranti San Biagio, il patrono. Di particolare rilievo è un'Assunta del '500, titolare della parrocchia, oltre ad alcune statuette lignee, anch'esse databili al XVI secolo. Di epoca moderna  tele del pittore Resi (primi anni 50) che ha anche dipinto l'abside e la cupola insieme col pittore Miolato (1952-54). Nel battistero, affresco di Alessandro Dal Prato (1939). Collocato a fianco della chiesa, dello scultore Alfonso Monfardini (1929), è il monumento ai Caduti in guerra, rifatto nel 1948.
Spicca in centro una bella casa dalle singolari finestre gotiche, con una Madonnina in facciata e frontone decorato: è l'ex-chiesa di San Paolo, adattata a residenza privata nel 1806.
 

Oratorio di Cortalta

Oratorio di Cortalta

Procedendo nella direzione di Erbé si incontra l'antico oratorio di Cortalta, già esistente nelle documentazioni del Cinquecento, mentre sulla strada che porta nella frazione di Canedole, nella corte Parolara dei marchesi Canossa, si trova a tutt'oggi un oratorio dedicato a Sant'Ignazio di Lojola, risalente al 1757. All'interno di esso, di notevole richiamo, è una grande tela settecentesca, mentre sulla facciata spicca lo stemma dei Canossa (cane e osso).